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venerdì 5 ottobre 2007

Walter il callido alias Varter er faina

Mossa astutissima, degna del callido Odisseo, quella di Walter Veltroni. Eccolo infatti Varter er faina che corteggia - politicamente, si capisce - Veronica Berlusconi e la invita a entrare nel Partito Democratico.
Che cosa potrebbe fare la Signora Veronica per il leader in pectore del Partito Democratico, non è molto chiaro.
Forse nulla.
Forse si tratta solo di affinità: visto che il volto della Signora Veronica come quello del PD sono il risultato di lunghe complesse sofisticate laboriose costose operazioni di lifting.
Ma forse, visto il carattere funerario di tutta l' operazione PD, la Signora Veronica Morticia Berlusconi potrebbe mettere una buona parola presso il marito, per trovare al simpatico Varter-che sagoma-che-sei, il quale se lo merita, un posticino nel mausoleo di Arcore. Requiescat.

giovedì 28 giugno 2007

Avanti tutta


Nascere nel grembo del togliattismo gesuitico, opportunista e guicciardiniano. Crescere negli strapizzoni post ungheresi, post praghesi, post berlinesi. Agitarsi in tutti i revisionismi, scoprire l'America, quella politically correct dei Kennedy, of course. Spendersi in anni di buonismo di facciata, scrivere romanzacci che una invereconda piaggeria cortigiana esalta come capolavori, promuovere festival funesti e caciaroni. Finalmente, assurgere - quarantasette morto che parla - a leader di un partito che, non ancora nato, manda già grevi segnali di decomposizione etico-politica. Ritrovarsi, golden boy ultracinquantenne, con in capo la corona di Romolo Augustolo: piccolo, ridicolo imperatore di una casta asserragliata nei suoi palazzi e nei suoi privilegi, ricattata dai suoi mercenari, disprezzata dai suoi sudditi.
Walter Veltroni si è affacciato alla platea che attendeva svogliata il suo verbo e ha fatto un discorso tanto vuoto quanto prolisso che sembrava scritto da un democristiano decrepito come Arnaldo-Forlani-posso-parlare-per-ore-senza-dire-nulla. Ha sudato copiosamente nelle spirali involute di un perfetto discorso da conte zio: sopire, troncare, troncare, sopire. Ha raccolto i flosci applausi di circostanza e ha dato il via a una serie di commenti sui media che sono ancora più scontati e più noiosi del suo soporifero discorso.
Nel frattempo il Partito Democratico è ancora fermo in cantiere, nelle pastoie di lavori in corso ora sonnolenti ora esagitati, ma sempre inconcludenti, in attesa del giorno fatale in cui il nuovo capitano si insedierà sulla plancia di questo ipertrofico, sgangherato Titanic e trionfalmente lo guiderà nel viaggio inaugurale.

venerdì 22 giugno 2007

Vesti la giubba

Dovremo attendere fino a mercoledì per sapere se Walter Veltroni, sciogliendo la riserva che si è imposto, con stile da reggente del ducato di Curlandia e tempi da burocrate Comintern, accetterà di candidarsi come leader del PD.
Veltroni, evidentemente vuole arrivare dove, magari senza saperlo perché Bruno Vespa si è dimenticato di dirglielo, è già arrivato o è stato depositato, a furor di popolo.
Colui che oggi si presenta come lo meglio fico del paniere, rilutta a farsi cogliere e degustare. Il popolo, del cui furore invocatorio per la verità nessuno si è accorto, è in attesa del pronunciamento: in modo da poter educatamente sussurrare, al momento del fatidico (scontatissimo) sì veltronesco, come don Abbondio davanti al cardinal Federigo: “Oh, che degnazione!”
Dunque, vesti la giubba compagno Veltroni, il viso infarina, la gente paga, ha pagato, pagherà e rider vuole qua. Auguri.

lunedì 18 giugno 2007

Renzo Tramaglino, chi sarà costui?


Magari è un po’ scontato, ma associare le teste pensanti del nascituro Partito Democratico (sic, dopo correzione di morituro, che mi era scappato con tutta l’impellenza del lapsus freudiano) ai capponi con le teste spenzolate di Renzo Tramaglino mi è venuto spontaneo.
E in effetti dei capponi questi leader hanno molto, a cominciare dalla mancanza, ovviamente metaforica, degli attributi - sì proprio quelli che Bartolomeo Colleoni aveva invece in eccesso - per finire con il destino che li attende: la pentola del Supremo Azzeccagarbugli della Repubblica legaiolo-televisiva.
E quanto al beccarsi, poi… C’è chi becca di più come D’Alema e chi becca di meno come Fassino, chi di beccate ne prende di più come Fassino e chi si protegge meglio come D’Alema; c’ è chi becca giuaculando come Rutelli e chi becca a tradimento come qualche pennuto della sinistra estrema; c’è persino chi becca furiosamente se stesso avendo ormai perduto ogni percezione della realtà come certi intellettuali con la puzza al naso.
L’unica domanda che resta da farsi è su chi sia il Renzo Tramaglino della situazione. Chi afferrerà per le zampe questo grappolo di capponi impotenti e bellicosi e li condurrà all’appuntamento con il loro tristissimo destino?
Io non ho dubbi. Sarà Walter Veltroni. Dopo che un comitato di saggi da barzelletta, una costituente da repubblica banana, magari delle primarie taroccate, a candidato unico, come fu per Prodi, lo avranno designato leader del nuovo Partito Democratico, sarà lui che, asciugate le lacrime d'investitura (d'obbligo da Occhetto in poi) e afferrati con le sue manine malcerte i riottosi e rissosi pennuti per le zampe, li condurrà al macello delle prossime elezioni.