Sono tanti i modi per passare alla storia. Si può fare come Caligola e nominare senatore un cavallo.
Oppure si può fare come il piccolo cesare di Arcore e far ministri un po' di somari e qualche vacca.
sabato 5 luglio 2008
CALIGOLINO
venerdì 28 settembre 2007
Nevrotici metropolitani
Dell'intervento della Signora Elena Balzaretti mi è piaciuto tutto. Proprio tutto: l’eleganza stilistica, il bell’argomentare, il sociologismo raffinato, l’icasticità, i rimandi culturali, il furor civico, la profonda conoscenza della mobilità cittadina, ciclabile e non.

Aggiungo, per concludere, che il maleducato e l’incivile, come il cretino, esistono, e purtoppo dilagano, in modo trasversale e quindi vanno anche in bicicletta. Sarebbe stupido negarlo. Così come stupida e immotivata è la colpevolizzazione della categoria dei ciclisti che, con quella dei pedoni è la più debole e la più indifesa nel contesto di una cultura che ha sempre privilegiato e continua a privilegiare il motorismo più forsennato e più impunito. Perché è questa cultura che tiene per le loro gracili zampe i pedoni e i ciclisti. I quali tuttavia farebbero bene a evitare, mentre vengono condotti al macello, di comportarsi come i tacchini di Renzo Tramaglino.lunedì 24 settembre 2007
Profonda indignazione e vibrata protesta
Fabio Lopez Nunes
Direttore Settore Parchi e Mobilità Ciclabile
Provincia di Milano
e pc
Signora dottoressa
Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti
Sindaco di Milano
Egregio dottor Fabio Lopez Nunes,
domenica scorsa, quale associato Fiab Ciclobby Onlus, ho partecipato alla ciclopasseggiata "Alla scoperta del Parco del Lura" organizzata dall'ente che Lei dirige e guidata da Lei in persona. Ebbene dottor Lopez, io devo protestare perchè la mia delusione, che sconfina nell’amarezza e fors’anche nell’indignazione, è stata grande.
Lungo i sentieri, gli sterrati, le salite e le discese, come pure lungo i pur numerosi corsi d’acqua che movimentano il percorso, non sono riuscito a vedere neanche un frammento giallastro di water closet, un sifone di bidet, un lavandino dismesso, una sgangherata scarpiera ikea, un monitor di televisore fulminato, una carogna di piccione o di pantegana.
Nulla. Proprio nulla.
Dottor Lopez, mi creda, non c’era neanche un sacchetto di immondizia diligentemente sventrato che mettesse in mostra il suo tesoretto di bucce di banana, pannolini usati, croste di formaggio, scorze d’anguria, lacerti di ossa spolpate. Mi riservo di compiere una esplorazione più attenta ma sono quasi certo che nel parco non è possibile trovare nemmeno una cicca di sigaretta, un set di siringhe, un preservativo usato, la rosea Gazzetta dello Sport, qualche pagina di un album di Diabolik, nè quei kleeenex che, deliziosamente appallottolati, sono ormai l’irrinunciabile décor floreale di ogni parco che si rispetti.
Inoltre i ponti che sono stati costruiti durante la Sua direzione si rifiutano di crollare al passaggio dei pedoni, dei joggers e persino delle biciclette e - se non sbaglio - sono costati anche poco. La torretta del Roccolo da voi ristrutturata non presenta alcun segno di fatiscenza e, cosa ancor più frustrante, nemmeno un graffito che inneggi a una sana vigorosa virile sessualità.
Nel parco non si incontra nemmeno un barbecue ed è quindi impossibile respirare le avviluppanti dense oleose persistenti esalazioni dei bistecconi, dei salsiccioni e dei superwurstel.
Per tutti i chilomentri che ho percorso non mi è mai stato concesso il conforto di qualche stereo che diffondesse con i decibel adeguati un po’ di rap, di heavy metal, di disco music, nemmeno la radiocronaca dellle partite di campionato né il rombo esaltante dei Gran Premi di Formula Uno.
Del tutto assenti poi quei bei banchetti improvvisati, folkloristici e allegri, dove si possono acquistare orologi Rolex, capi di Valentino, borse di Vuitton, accendini, giocattoli, film e compilation musicali a prezzi davvero convenienti.
I lavori di bonifica che avete intrapreso sulle acque rischiano di cancellare e farci perdere per sempre la memoria degli inebrianti odori degli scarichi urbani e industriali.
Avete offerto un picnic dove il vino non era il regolamentare Tavernello e dove i formaggi, invece che di sana plastica invecchiata a dovere, sapevano di formaggio disgustosamente fresco.
Come vede, dottor Lopez, le ragioni della mia amarezza e della mia protesta sono molto serie, molto profonde e del tutto legittime.
Aggiungo, off the records, che da dei provinciali come voi non ci si poteva aspettare che questo.
Per fortuna io sono milanese.
Così, grazie ai sagaci e lungimiranti amministratori della mia città e soprattutto al suo sindaco, domani potrò rifarmi di questa cocente delusione domenicale con una bella pedalata al Parco Sempione.
Paolo Pacca
mercoledì 12 settembre 2007
Lui, ragazzo dell' Europa (Clic)

Si conosce e si apprezza in tutto il mondo la sua mistica raffinata: "Queste brutte barbe (i musulmani), questi pupazzi con la palandrana, un giorno o l’altro li prendiamo per la barba e li cacciamo via a calci in culo".
E dunque, fedele alla sua missione di purificatore dell' Europa e di difensore della razza, Mario Borghezio si è messo alla testa di un corteo - quantitativamente sparutissimo ma qualitativamente eccelso - che raccoglieva il meglio del razzismo e della xenofobia europei ed è partito, trippe padane e triplo mento celtico in resta, per la prima crociata del nuovo millennio.
Lo ha fermato la polizia poché la manifestazione era stata vietata dal sindaco di Bruxelles. I poliziotti, poco sensibili alle urla di Borghezio, che rivendicava la sua immunità di parlamentare europeo, lo hanno - pare - "corcato" di botte.
Il ministro degli esteri Massimo D' Alema ha fatto pervenire al governo belga una nota diplomatica di protesta. Sono d'accordo. A Borghezio gliene hanno date troppo poche. Protesto anch'io.



